4 aprile 2025 - Alleanze, joint venture, tavoli comuni di confronto operativo. Quello che era il polo genovese del brokeraggio marittimo punta a un rilancio sullo scenario internazionale, traguardando una struttura non necessariamente societaria, ma anche di tipo consortile, che consenta di fare massa critica sul mercato e di rilanciare con forza nel mondo marittimo internazionale un’aggregazione professionale analoga o comunque erede di quella che è stata parte integrante della storia dello shipping mondiale.
Questa la principale indicazione scaturita dal convegno
organizzato da Assagenti Genova, sul tema anche provocatorio della “fuga dei
giovani” dalle società di brokeraggio genovese e della contrazione di un
settore che tutt’oggi è considerato vitale per l’intellighenzia del comparto
marittimo a Genova.
Un comparto che ha registrato negli ultimi anni una
contrazione nel numero delle aziende, più che dimezzato, ma anche degli addetti
e dei professionisti che oggi si aggirano sulle trecento unità. Un comparto che
tende (con la sola eccezione di poche realtà di maggiori dimensioni) a
concentrarsi, ma anche a dipendere da settori di nicchia per sopravvivere in un
mercato mondiale della intermediazione marittima (noleggio navi, connessione
fra caricatori e armatori, compravendita navale) che è dominato da colossi
mondiali frutto di aggregazioni fra grandi aziende.
Un processo questo che – come ricordato dai partecipanti
al convegno presieduto da Gianluca Croce, Presidente di Assagenti e dal
Vicepresidente, Maurizio Gozzi, ha teso a chiudersi su sé stesso, non generando
(nella gran parte dei casi) quelle opportunità di sviluppo di business che sono
per i giovani la principale motivazione di approccio a questa professione e che
in questi anni sono diventati la causa di un processo migratorio verso grandi
gruppi esteri.